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Studio e pratica dello
Yoga Via Bixio 102 Parma 0521/806449 347/9408373 mailto:info@yogaparma.it
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Gli insegnanti del nostro Centro
Yoga in quanto affiliati alla Federazione Italiana Yoga ed iscritti all’Albo
Professionale della FIY possono usufruire del PROTOCOLLO D’INTESA, recentemente
rinnovato, stipulato fra la
ed il
Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca.
Gianni Bertozzi
insegnante del nostro centro yoga, nella primavera 2005 ha concluso il percorso
formativo del MASTER IN OPERATORE YOGA PER LA SCUOLA conseguendo il diploma con
l’Istituto YOGA EDUCATIONAL.


L’Istituto
Educational
è patrocinato
da:
►Federazione Italiana Yoga
►Comune di Bologna
►Facoltà di Scienze della Formazione
dell’Università
di Bologna
►UNICEF

ed
organizza corsi di specializzazione per l’insegnamento dello Yoga nella scuola.
I
docenti di questo MASTER IN OPERATORE YOGA PER LA SCUOLA sono i maggiori
esponenti fra i Docenti Universitari ed esperti nel campo della Pedagogia e
delle Scienze della Formazione, della Psicologia della Comunicazione, insieme
ad esperti dell’insegnamento dello Yoga ai bambini e ragazzi.
Fra
questi anche il preside della facoltà di Scienze della Formazione prof. Franco
Frabboni dell’Università ‘Alma Mater’ di Bologna, e la Vice Preside prof.
Liliana Dozza

Per gentile concessione
della F.I.Y. riportiamo di seguito:
Il resoconto
dell’intervento del Prof. Franco Frabboni al convegno della F.I.Y. che
nel 2004
celebrò il trentennale a Viareggio.
L’articolo
di Antonietta Rozzi che compare sul sito WEB della F.I.Y.
http://yogaitalia.org/ita/scuola.shtml alla pagina SCUOLA E UNIVERSITA’.
Dalla rivista “YOGA” organo
ufficiale della Federazione Italiana Yoga
CREARE L’EDUCAZIONE
L’intervento di Franco Frabboni e le prospettive per lo Yoga nella
scuola.
a cura di Doralice
Lucchina
Porto a questo Trentennale della
Federazione Italiana Yoga l'adesione piena della mia Facoltà di Scienza della
Formazione dell'Università di Bologna e anche di quella dell'Alto Adige con la
quale collaboriamo in maniera organica. Siamo intenzionati a far sì che questa
dimensione, che può diventare professionale, sia acquisita dai futuri
insegnanti della scuola , dell'infanzia e della scuola primaria.
Vi è
infatti uno strettissimo rapporto fra Yoga e Pedagogia, perché lo Yoga è una
scienza dell'educazione, una scienza esistenziale. Vorrei sviluppare alcuni
concetti. Il primo è la tesi che oggi l'educazione a livello planetario sia una
delle emergenze. Il secondo è che in Europa, passaggio obbligato quando si
parla di queste tematiche, si parla di un investimento sui temi dell'educazione
e della formazione che implica risorse sociali, umane, culturali. L'educazione,
che va al di là dell'alfabetizzazione, riguarda la formazione integrale della
persona in tutte le sue dimensioni di vita affettiva, motoria, cognitiva,
estetica, etica.
Nel paesi ricchi assistiamo oggi a un'emergenza
educazione, si tratta del cosiddetto neo analfabetismo, l'incapacità a
conservare e a poter aprire un discorso di manutenzione delle conoscenze, nella
prospettiva di una educazione e formazione permanenti per tutta la vita. Vi
sono ricerche europee, prodotte da agenzie assolutamente affidabili, che hanno messo
in evidenza come una quota crescente di giovani, si arriva fino al 35% in
Francia, dopo sei sette anni dall'uscita dalla scuola secondaria, soffrano di
una sorta di analfabetismo di ritorno, definito illitteratismo, cioè perdita
delle conoscenze acquisite durante l'ultima parte del percorso scolastico e
anche una perdita di alcune delle padronanze conoscitive di base.
E poi c'è questa onda lunga del soggetto massa che sta
diffondendosi sempre più in maniera invasiva, trainato dai media e dalla
società dell'informazione in generale. Ma l'informazione non è ancora
conoscenza. La conoscenza si basa infatti su un piano di interiorizzazione ed
elaborazione dell'informazione. La pedagogia oggi è quindi fortemente
impegnata nella difesa della
soggettività, della singolarità della persona, una persona dalla mente plurale,
non influenzata dalla competitività e dal qualunquismo, un soggetto in grado di
controllare e elaborare le conoscenze per decidere su quali costruire il
proprio sistema concettuale in piena libertà. L Europa dà alcune
indicazioni affinché al termine dei percorsi secondari non vi sia questa
evaporazione delle conoscenze acquisite. Un aspetto che dovremmo prendere in
considerazione è che il gioco entri come categoria simbolica dell'educazione. E
lo Yoga ha tutti i requisiti tipici di un apprendere giocando. Oggi il gioco
non ha una centralità educativa, formativa e, se c'è, spesso è competitivo e la
competitività non permette a coloro che hanno alcuni ritardi di poter
recuperare, ma anzi li divide definitivamente da chi ha invece accumulato
maggiori competenze.
Lo Yoga è un possibile motore a livello formativo e
può portare un contributo fondamentale nella scuola per far sì che la scuola
conceda più spazio alla categoria della creatività, perché la creatività
significa anche rottura dagli schemi, significa processo, anziché prodotto. La
capacità di porre anche domande scomode, rovesciate (Rodari le poneva con la
testa all'ingiù), credo sia molto importante. La creatività non è solo essere
artisti, la creatività è anche un modo di pensare.
Lo Yoga può tentare una strategia per entrare nelle università che,
nella loro autonoma costruzione delle proprie didattiche, possono promuovere
laboratori di Yoga, importanti per la formazione dei futuri docenti scolastici.
Lo Yoga, essendo una proposta strutturata, è infatti in grado di interessare
moltissimo i futuri insegnanti della scuola materna ed elementare che possono
sensibilizzarsi su questo versante del 1udico e, nello stesso tempo, acquisire
una pratica che non è solo di tipo pedagogico, ma anche di tipo esistenziale.
Credo che mente, cuore e corpo, che sono tre
dimensioni fondamentali della persona, debbano essere un tutt'uno. E la
pedagogia yoga prende in considerazione questi tre elementi, che sono in
divenire essi stessi.
La mente non è una categoria che possiamo definire una
volta per tutte e così pure il cuore e la corporeità. Per concludere,
metterei una sorta di medaglia d'oro di natura pedagogica sul petto dello Yoga,
come una laurea honoris causa, perché credo che questa dimensione culturale,
esistenziale, cognitiva, relazionale, possa fornire alle nuove generazioni la
possibilità di decidere autonomamente come diventare donne e uomini di domani.
YOGA NELLA SCUOLA VINCE LA
QUALITA' FIY
Articolo di Antonietta Rozzi
Un nuovo Protocollo d’Intesa fra Ministero
dell’Istruzione e Federazione Italiana Yoga è stato firmato il 30 luglio 2003
dal Presidente della FIY, Eros Selvanizza, e dal Direttore Generale per lo
status dello studente, per le politiche giovanili e per le attività motorie,
Mariolina Moioli. Si tratta di un accordo che segna un grande successo della
FIY a livello pubblico e sigla un nuovo passo in avanti nell’introduzione dello
Yoga in tutte le scuole italiane di ogni ordine e grado.
La grande novità rispetto al primo Protocollo,
firmato da Ministero e Federazione Italiana Yoga nel 2000, è racchiusa in una
clausola che riconosce esplicitamente l’ Unione Europea di Yoga come
referente diretto della FIY a livello comunitario e garante della qualità della
formazione degli insegnanti federali che verranno chiamati a operare nelle
scuole italiane. In ambiente UEY il nuovo Protocollo è stato perciò accolto con
grande soddisfazione: si tratta del primo documento ufficiale, sottoscritto da
una federazione nazionale con un governo centrale, in cui l’Unione Europea di
Yoga viene esplicitamente menzionata. Molte federazioni estere riconoscono oggi
come l’esempio italiano possa servire da modello per una forma di
riconoscimento ufficiale della UEY a livello di Europa politica. Sul piano
nazionale il nostro sforzo operato fin dal 2000 per darci regole chiare e
rigorose riguardo l’ammissione all’Albo e quindi per l’abilitazione
all’insegnamento nella scuola, è stato riconosciuto con maggior forza dal
Ministero dell’Istruzione, recepito nel nuovo Protocollo e sottolineato a
chiare lettere (articolo 1, comma 3). Il percorso formativo quadriennale degli
insegnanti, le possibilità di aggiornamento continuo che la Federazione offre
agli insegnanti stessi, la serietà di fondo che sostiene tutto il nostro
impegno a livello di divulgazione di uno Yoga altamente qualitativo sono stati
decisivi nel convincere i funzionari del Ministero sulla nostra affidabilità
come interlocutori. La collaborazione con l’università, avviata dalla FIY
attraverso il patrocinio dei Master in Educatore Yoga per la scuola (sedi di
Bologna e Padova) è stata altresì di fondamentale importanza. Non a caso la
Federazione Italiana Yoga sta valutando l’opportunità di estendere
l’ufficialità della propria presenza anche a livello universitario. Alla Facoltà
di Scienza della Formazione dell’Università di Bologna, in particolare,
grazie all’interessamento del Preside, Prof. Franco Frabboni, si stanno
vagliando iniziative per istituire un laboratorio di Yoga e offrire quindi la
nostra disciplina come materia in grado di conferire crediti formativi ai futuri
educatori. Si tratta di una occasione storica che segna un’inversione di
tendenza altamente significativa: finora è stato il mondo dello Yoga che ha
coinvolto i docenti universitari all’interno dei corsi di formazione per
insegnanti di Yoga; ora sono gli atenei che provano a coinvolgere gli
insegnanti di Yoga all’interno dei corsi universitari. Del resto la sensibilità
degli ambienti ufficiali nei confronti dello Yoga è in crescita: durante i
diversi incontri avuti al Ministero dell’Istruzione ho colto un marcato
interesse verso l’utilità che può avere lo Yoga nella scuola sia come supporto
al processo di apprendimento, sia come aiuto nel percorso formativo dello
studente: secondo le visioni più evolute della pedagogia, infatti, non si
tratta solo di favorire nel giovane l’acquisizione del sapere, certo
importante, ma di inquadrare la scuola in un’ottica di formazione globale della
persona che tenda all’integrazione armoniosa nella società degli adulti di
domani.
Lo Yoga quindi è stato valutato dal Ministero
come un valido coadiuvante educativo e sociale, come una disciplina
particolarmente adatta alla realtà attuale, capace di aiutare i giovani a
costruirsi una personalità più equilibrata, serena, un complesso di tecniche in
grado di ridurre stress e aggressività fornendo agli studenti metodi specifici
per combattere la scarsa capacità di concentrazione e aumentare l’attitudine
alla convivenza pacifica in classe.
La firma di questo nuovo Protocollo vincola la
Federazione alla coerenza verso i suoi impegni di formazione qualitativa, e si
tradurrà nell’offerta di nuove possibilità di approfondimento in questo campo:
incontri, seminari di perfezionamento, approfondimenti. Alcuni elementi di
insegnamento dello Yoga nella scuola potranno essere inseriti all’interno degli
ISFIY, le nostre scuole di formazione quadriennali, ma è chiaro che insegnare
Yoga in ambito scolastico richiede conoscenze specifiche e articolate che non
possono essere oggetto di un corso di formazione generale. La scuola è un
ambiente particolare, cui ci si deve avvicinare con metodiche appropriate,
adattando il senso della proposta di Yoga alla situazione concreta. Dalla
panoramica di esperienze ascoltate durante le lezioni dei Master di Bologna e
Padova, si evince che il rapporto fra Yoga e scuola è felicissimo, anche se
talvolta possono nascere piccole resistenze che derivano dalla scarsa
conoscenza dello Yoga da parte delle autorità scolastiche e dei genitori. Si
tratta comunque di situazioni sempre facilmente superabili. A fronte di ciò,
sta la mole di risultati positivi, che lo Yoga, portato fra i banchi di scuola,
può regalare, effetti straordinari se paragonati alle poche ore di pratica che
si svolgono normalmente a scuola: se ne accorgono i genitori che vedono le
agitazioni dei propri figli calmarsi, vedono aumentare in loro il controllo e
la serenità, vedono bambini che hanno vinto problemi e paure grazie alla
pratica dello Yoga. E se ne accorgono anche gli insegnanti che possono valutare
l’impatto positivo dello Yoga nel processo di apprendimento degli allievi. I
racconti degli insegnanti di Yoga italiani e stranieri che si sono avvicendati
nei Master hanno confermato un dato che già avevo avuto modo di verificare
personalmente: la richiesta prevalente degli studenti, dalle elementari ai
ragazzi delle superiori, è sempre quella di apprendere tecniche di rilassamento
in grado di bilanciare lo stress che ormai investe tutti e non risparmia
nemmeno i bimbi delle scuole materne. Certo gli studenti apprezzano anche la
pratica delle posizioni, le tecniche di gestione del respiro. E il movimento
rimane comunque fondamentale se ci si trova a insegnare ai bimbi piccoli, cui
lo Yoga può essere proposto in forma di gioco dinamico, magari collettivo. Un
dato significativo, infine, proviene dall’insegnamento dello Yoga ai ragazzi
più grandi, quelli cioè che hanno superato la fase dell’adolescenza, e riguarda
il loro interesse per gli aspetti mentali della pratica yoga. Ora che il nuovo
accordo fra FIY e Ministero è stato siglato, si tratta di passare all’azione
sul campo, mettendo a disposizione delle scuole italiane il patrimonio umano e
tecnico che i nostri insegnanti possono offrire. Con il doveroso senso di
responsabilità che impone l’impegno a scuola, ma altresì con fiducia e
serenità: se l’insegnante di Yoga si mostrerà aperto e disponibile le lezioni
fluiranno tranquillamente e bambini e ragazzi si riveleranno una fonte
d’ispirazione ricchissima diventando essi stessi i veri insegnanti.